Mettiamo fine
all’occupazione sionista –
Palestina
libera!
Manifestazioni
di protesta in tutta Europa il 15.6.2002
<informazione
locale>
Il popolo palestinese sta combattendo per la sua
stessa esistenza. L’assassina offensiva di Israele in Cisgiordania rappresenta
un nuovo e sanguinoso capitolo nella lunga storia dell’occupazione sionista
della Palestina. Col pretesto di “combattere il terrorismo” Israele ha
scatenato una guerra. A questo fine usa le armi di distruzione più moderne:
carri armati, elicotteri Apache, missili, caccia F-16, ecc. e ancora una volta
contro un popolo che non ha che fucili per difendersi. L’intera popolazione
palestinese è diventata bersaglio di una delle più potenti macchine da guerra
del mondo. Secondo Amnesty International il primo ministro israeliano Ariel
Sharon ha dichiarato, nella conferenza stampa del 5 marzo 2002: “i palestinesi
devono essere colpiti e nella forma più dura. Dobbiamo causare loro vittime,
perché capiscano quanto sia alto il prezzo che devono pagare”.
Per settimane aree densamente popolate sono state
bombardate dai carri e dagli aerei. Ancora non si sa quante persone siano state
uccise, ma ci si hanno notizie di combattenti e civili trucidati sommariamente
dai soldati israeliani mentre cercavano di arrendersi. Le molte migliaia di
arrestati sono sottoposti a ogni genere di abuso e tortura. Il 6 aprile la
Suprema Corte israeliana ha rifiutato di ordinare la fine delle torture. Tra i
tanti crimini, ha attratto l’attenzione internazionale la distruzione di gran
parte del campo profughi di Jenin. Molti osservatori e organizzazioni a difesa
dei diritti umani hanno accusato Israele di crimini di guerra. Dapprima Israele
ha dichiarato di non avere nulla da nascondere, ma poi ha rifiutato l’accesso
nel paese di una commissione di inchiesta ONU se non a condizione di
predeterminarne in anticipo le conclusioni.
Durante questa offensiva a centinaia di migliaia
di persone è stato negato ogni accesso a cibo, acqua e cure mediche. Diverse
fonti di stampa hanno riferito di madri costrette a dare da bere ai loro
bambini acque nere, perché non avevano più né acqua né latte. Quelli che
uscivano di casa in cerca di acqua e cibo erano colpiti dai cecchini
israeliani.
Da un rapporto di Amnesty International: “comunque
le forze israeliane hanno agito duramente allo scopo di punire tutti i
palestinesi. Sono state compiute azioni che non avevano alcuna chiara né ovvia
necessità militare; molte di queste, quali esecuzioni illegali, distruzioni di
proprietà e arresti arbitrari, torture e maltrattamenti, sono violazioni dei
diritti e leggi umanitarie. È stato imposto un severo coprifuoco… personale
medico e giornalisti sono stati uccisi, si è sparato a caso contro case e gente
per strada… le operazioni militari su cui abbiamo indagato sembrano non essere
guidate da scopi militari, ma dalla volontà di schiacciare umiliare e colpire
la popolazione palestinese”.
Ancor oggi i blocchi dei militari in quasi tutti i
punti chiave della Cisgiordania e di Gaza hanno trasformato città e villaggi
palestinesi in campi di prigionia. I soldati israeliani hanno l’autorizzazione
a colpire chiunque sembri “sospetto”, il che significa che oltre 3 milioni e
mezzo di palestinesi sono sulla lista della morte di sionisti e dei loro
padrini imperialisti. Le brutalità israeliane sono tali che 400 riservisti non
hanno risposto al precetto, denunciando questa “missione di occupazione e
oppressione” il cui scopo è “dominare, espellere, affamare e umiliare un intero
popolo”.
Queste perdurante offensiva di terrore è la
continuazione di oltre 50 anni di occupazione sionista-imperialista della
Palestina. Nel 1948, quando gli USA e le altre grandi potenze decisero di
creare lo stato di Israele, i palestinesi costituivano 2/3 della popolazione
dell’intera palesatine e possedevano il 92% delle terre. Con una serie di
guerre di aggressione (1949, 1956, 1967, 1973 e 1982) i sionisti hanno occupato
sempre più territorio in palesatine e nei paesi arabi confinanti. Da 30 anni
tengono milioni di palestinesi della Cisgiordania e di Gaza come prigionieri di
guerra virtuali, praticamente senza alcun diritto.
Le grandi potenze imperialiste, USA in testa,
hanno appoggiato il progetto sionista di creare lo stato di Israele per farne
un avamposto militare per il controllo del medio Oriente ricco di Petrolio e
strategicamente decisivo. Anche quando “criticano” le brutalità israeliane, è
una mostra di distanza apparente per distrarre l’attenzione dal loro ruolo e
responsabilità. La realtà è l’attuale offensiva è stata approvata dagli USA e
dalle altre potenze imperialiste. È questa la ragione per cui Israele ha potuto
ignorare completamente senza alcuna conseguenza la risoluzione del Consiglio di
Sicurezza ONU che ne richiedeva la fine immediata e il ritiro delle truppe. Se
avesse fatto altrettanto l’Iraq o un altro dei paesi nella lista nera USA,
sarebbe stato immediatamente minacciato di guerra se non attaccato.
Senza giustizia non ci sarà mai pace in né
Palestina né in Medio Oriente. Né le illusioni seminate dai falsi leader che
pretendono che un “processo di pace” in cooperazione con (leggi collaborazione
e subordinato a) gli USA e le altre grandi potenze possa rendere giustizia al
popolo palestinese, né le false promesse dei fondamentalisti religiosi che
cercano di abusare della sete di libertà del popolo palestinese per portare
avanti il loro sogno medievale di imporsi come signori feudali possono portare
a una vera liberazione.
Solo la lotta comune di tutti i popoli del Medio
Oriente, degli oppressi di tutte le nazionalità e religioni (musulmani,
cristiani ed ebrei) può ottenere giustizia. Oggi il popolo palestinese è in
prima linea in questa lotta. È particolarmente importante che qui in Europa,
nei ventri delle metropoli imperialiste, tutti quelli che vogliono giustizia
per il Medio Oriente rivendichino attivamente e con decisione la fine
dell’occupazione sionista-imperialista e la libertà per la Palestina!
World People's
Resistance Movement
